Le Borse asiatiche chiudono in perdita interrompendo cinque settimane di rialzo consecutivo. Gli investitori temono che i paesi della zona dovranno fare di più per combattere l'inflazione. Salgono gli esportatori giapponesi. L'euro si deprezza al cambio con dollaro e yen mentre i responsabili delle finanze europee si incontrano per definire nuove strategie finalizzate a limitare il contagio della crisi del debito. Entra nel vivo la corsa per il posto di secondo banchiere centrale più importante del mondo.
Maurizio Piglia - Responsabile investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, Nuova Zelanda: "La soluzione é prendere atto che il debito non se ne va, tanto meno aggiungendo altro debito, se ne va solo se viene pagato o tolto di mezzo e chi ha sbagliato, chi ha male investito e male prestato deve pagare, il conto lo deve pagare lui non il contribuente".
- Risposta a Ivano: "Coma mai in Europa non si ha il coraggio di abbassare i tassi di interesse allo 0,25 percento come in America?"

Credo sia interessante approfondire il fatto raccontato dall ottimo Piglia che riguarda il fatto che la banca centrale di irlanda sta stampando euro praticamente fuori dal controllo della bce. A me questa notizia pare gravissima e non la conoscevo!!! Qui sta diventando una corsa al paese che fa piu il furbo ormai... Ma la Germania non doveva essere un guardiano inflessibile? Oppure Berlino sopporta perchè altrimenti saltano le sue banche e poi un po di svalutazione dell euro gli fa anche comodo??
RispondiEliminabruno
Ma unicredit quando ha comprato HVB prima non ha fatto separare la divisione mutui Hypo RE?
RispondiEliminaAnch'io sono rimasto sorpreso che la Banca Centrale di Irlanda sta stampando Euro praticamente fuori dal controllo della BCE.
RispondiEliminaIn rete ho trovato un'articolo del giornalista Giulietto Chiesa che molto brevemente vi riporto:
dietro ogni banconota cè un numero di serie ma se guardate, prima del numero di serie c'è una lettera.
Y sta per Grecia, Germania l’hanno chiamata X, la Francia sta per U, l’Italia sta per S, l’Austria sta per N, la Spagna sta per V, il Belgio è Z, la P è Olanda, l’H è la Slovenia e così via criptando.
Ma l'Irlanda che lettera ha? Questo Chiesa non lo dice ma ci dice che le banconote di quegli stati in bancarotta spariscono completamente, questo è quello che è successo alla Grecia e probabilmente anche all'Irlanda.
Tornando quindi alla mia "sorpresa" iniziale mi domando con quale lettera ha stampato le banconote la banca centrale Irlandese?
Link:http://www.megachip.info/rubriche/34-giulietto-chiesa-cronache-marxziane/5362-europa-succursale-di-wall-street.html
una società americana la stansberry's investment in un report dice apertamente che gli USA perderanno il $ come moneta di riferimento mondiale causando il rapido collasso economico americano finito dentro una iperinflazione causata dalla svalutazione del $ in seguito al bailout affondando a causa dei suoi debiti enormi...potrebbe avvenire uno scenario simile??
RispondiEliminaScusate non ho visto, la lettera sulle banconote dell'Irlanda è J.
RispondiElimina@Bruno
RispondiEliminaEcco l'approfondimento:
http://www.zerohedge.com/article/accelerating-deposit-flight-ireland-forces-irish-central-bank-print-money
@gianni
Vale anche per te, il link qui sopra...e ho detto, mi pare , anche nel video, che non e' piu' necessario stampare fisicamente, per creare moneta.
@Nicola
Fortunatamente si...ma di spazzatura ce ne era a sufficienza anche nel resto...e molta e' diventata spazzatura DOPO...prima erano performing loans.
@Alessandro, si' e' una possibilita'.
Se dovessero rendere lo yuan convertibile e farlo fluttuare, in che moneta preferiresti denominare gli scambi? Noi qui nel Sud Pacifico non avremmo molti dubbi.
Questa volta Maurizio mi ha preceduto mentre stavo scrivendo questo.
RispondiEliminaPer moltiplicare le opinioni ho sottoposto la questione "Irlanda stampa euro" ad un amico che é anche il migliore analista del mercato monetario che conosco e che per motivi che personalmente giudico molto validi preferisce mantenere l'anonimato, vi passo la sua risposta come l'ho ricevuta e aggiungo alla fine qualche chiarimento sui termini più complessi, nella speranza che possa aiutare la comprensione e nella certezza che Maurizio voglia aggiungere la sua:
"Allora, quello a cui il tuo ospite fa riferimento e' un esempio di 'quantitative easing' cioé la banca centrale che prende come collateral titoli del governo irlandese, e presta denaro dalle sue riserve o dalle riserve della BCE (la BCE affida una quota delle sue riserve alle varie banche centrali della zona euro, perché amministri quelle riserve). In effetti e' un circolo vizioso: le banche sottoscrivono i titoli del governo, il quale poi li ri-presta alle banche attraverso la sua banca centrale. Insomma, un 'Ponzi scheme'! Ma d'altra parte tutta la baracca dei titoli di stato e' un 'Ponzi scheme'.
E' probabile che il tuo ospite abbia ragione, ma fino ad un certo punto, in quanto le banche centrali non sono completamente libere, come lo erano un tempo, e devono rispettare dei criteri imposti dalla BCE. Infatti il 'repo' lo fa la BCE ogni due settimane per tutte le banche della zona Euro, e l'esecuzione la svolgono le banche centrali nazionali. A me risulta invece che la BCE abbia acquistato direttamente titoli irlandesi e portoghesi per tenerli su.
In breve:
- Repo diretto: fatto dalle riserve in gestione.
- Repo BCE: ogni due settimane, centralizzato ma eseguito dalle banche centrali".
Repo: Il tasso di sconto al quale le banche centrali riacquistano valori governativi dalle banche commerciali, e che dipende dal livello di massa monetaria che la banca centrale decide di mantenere nel sistema monetario del paese. Per espandere temporaneamente la massa monetaria, la banca centrale abbassa i tassi repo (così può scambiare i valori governativi che possiede con denaro contante) per diminuire la massa monetaria alza i tassi repo. In alternativa la banca centrale decide un livello desiderato di massa monetaria e lascia determinare al mercato i tassi repo più appropriati.
Ponzi Scheme: Una frode in cui ingenui investitori vengono attirati dalla promessa di rendimenti molto alti in un tempi molto brevi. Funziona pagando i vecchi investitori con il denaro versato dai nuovi investitori, il cui numero si spera sia sempre in aumento. La struttura fallisce quando il denaro in uscita eccede quello in entrata. Il responsabile della truffa generalmente scompare con il denaro prima del crollo. Il nome deriva da Charles Ponzi (1882-1949) un italiano immigrato negli Stati Uniti che tra il 1919 e il 1920 collezionò oltre quindici milioni di dollari da circa 40 mila persone dopo avergli promesso di raddoppiare il valore dei loro investimenti.
Forse, in termini Europei, in valore assoluto..non e' molto, ma l'Irlanda ha emesso il 25% del proprio PIL in crediti elettronici alle proprie banche. Cioe', il peggior incubo per la Germania. Vicini scriteriati possono stampare Euro tedeschi senza controllo centrale.
RispondiEliminaPenso, date le condizioni irlandesi, che una crisi di portata europea sia vicina...molto piu' vicina di come ce la figuriamo...: Buona lettura: http://www.zerohedge.com/article/fianna-f%C3%A1iled-ireland-prints-25-its-gdp-german-euros
MP
Chiarissimo. Quindi non chiediamoci più su cosa siamo seduti.
RispondiEliminaGrande intervento e, Luciano, ottima notivazione per il tuo amico analista.
Non vorrei sembrare filologico, ma l'espressione esatta è "prendere per lo deretano".
RispondiEliminaRinnovando il ricordo del grande Monicelli.
Ciao
Antonio