Il mercato azionario europeo chiude con modesti spostamenti. Utili trimestrali deludenti bilanciano le aspettative di dati economici favorevoli dall'economia americana. Diminuisce inaspettatamente la crescita dell'attività manifatturiera tedesca. Unicredit aspetta un'offerta vincolante per la divisione gestione risparmio entro poche settimane. L'indice della Borsa russa segna il calo maggiore degli ultimi 6 mesi dopo l'esplosione all'aeroporto di Mosca.
Gianluca Braguzzi - Direttore gestioni e strategie di Total Return Sgr a Mantova: "Abbiamo scoperto che una parte del cielo é in mano al demonio e alle forze del male e quindi abbiamo abbandonato la ricerca astrale, preferiamo che il nostro settore rimanga legato ad atti magari illuminati ma più oggettivi".
- Risposta a Giorgio: "Cosa pensa Braguzzi del Siderografo di Bradley?"

@ Luciano/Gianluca
RispondiEliminaI "buy-back" sono positivi principalmente per il prezzo delle azioni, e di conseguenza per i bonus dei top-manager. I "buy-back" non hanno nessun effetto sull'economia reale, non rappresentano un investimento produttivo, sono solo un espediente finanziario!!!!
Ovviamente, parlando di titoli e di prezzi..hanno un effetto positivo.
Ma i "buy-back" non creano 1 posto di lavoro in piu'!!!
Sono contento che Gianluca abbia puntato l'indice sulla vendita di Pioneer...conferma il mio sospetto che Unicredit abbia scheletri nell'armadio piu' grandi di quello che dice.
Sul Siderografo non mi pronuncio....Gianluca ha detto tutto quello che bisognava dire, statisticamente.
Concordo pienamente con Maurizio riguardo ai buy-back che se hanno di positivo il fatto che segnalano auto-fiducia dall'altro sottraggono la liquidità a nuovi investimenti, ricerca e tutto ciò che è volto a creare nuovi posti di lavoro.
RispondiEliminaPer quanto attiene invece Pioneer mi sono limitato a un tocco di fioretto perché, voglio pensare, che la fusione con Amundi sia una "bufala"...altrimenti avremmo una doppia aberrazione. Le dimensioni gigantesche a scapito del regolare regime di concorrenza e anche dell'efficenza gestionale ma soprattutto il fatto che i francesi si troverebbero a controllare quelle che fino a poco tempo fa erano le due SGR più grandi di Italia. Stiamo facendoci spogliare di tutti i gioelli in grado di generare utili continuataivi nel tempo: continuiamo così!
Sig.Braguzzi la segue sempre con piacere quì su Vlog e se mi permette vorrei porle una domanda:
RispondiEliminavedendo i vari video su questo sito, con il sig.Piglia ho conosciuto l'esistenza del Baltic Dry Index un paio di mesi fà.
A parte i problemi che questo indice può aver avuto ultimamente con l'alluvione in Australia, vorrei sapere in base alla sua esperienza se questo indice, che tutt'oggi continua a scendere, può essere usato come un "possibile indicatore" oppure non serve a un tubo.
Grazie.
Cordiali saluti,Gianni.
Salve Gianni. Il nostro modello gestionale si nutre di queste cose di elementi statisticamente anticipatori in particolare.
RispondiEliminaIl Baltic Dry Index non ne fa parte e quindi non sono in grado al momento di darle una risposta affidabile. Mi ha però stuzzicato a fare una verifica al riguardo. Le farò avere l'esito appena completato lo studio.
Per Gianni: Domani o dopodomani pubblicheremo un articolo sul BDI sul nostro Blog. Se ti interessa fai un salto a visitarci.
RispondiEliminahttp://csifinanza.investireoggi.it/
Ciao
Vergot/Nicola
Grazie Nicola, molto gentile per la segnalazione.
RispondiEliminaLe aggiungo questo grafico trovato in rete dove si vede che tipo di correlazione "ci potrebbe essere" tra l'S&P500, il BDI e lo Shanghai.
Nel periodo 2005/8 il BDI si è posto da cuscinetto tra gli altri due indici; oggi si può dire che negli ultimi mesi lo Shanghai e il BDI hanno una certa somiglianza a differenza dell'S&P500 che è partito nella direzione opposta.
Link/http://2.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/TUV3z83L36I/AAAAAAAAPI0/k29oLWh1iZE/s1600/Q.gif
Ciao
Gianni
E' solo la continua immissione di denaro e i continui stimoli fiscali che tengono lo S&P 500 dove e', con la conclamata ( da Bernanke) intenzione di sostenere i corsi azionari grazie alla QE. Se adesso, pero' i padroni politici di Bernanke dovessero considerare gli effetti collaterali della QE come troppo pericolosi, ( Tunisia ed Egitto), l'unico modo e' di far schizzare il $US verso l'alto e quindi abbattere il prezzo delle materie prime, in dollari,....senza far esplodere i tassi. Sempre piu' difficile...sempre piu' pericoloso.
RispondiEliminaBuongiorno dottor Piglia,
RispondiEliminaqualche tempo fa affermò che pur avendo validissime ragioni per diffidare e far diffidare del rialzo, comunque aveva una quota di portafoglio investita in borsa.
Se è lecito chiederlo, posso sapere nel suo portafoglio ideale che peso riveste in questo momento la componente azionaria?
Gliene sarei oltremodo grato.
@Lucio
RispondiElimina45% bond ( ma sia long che short, sia lungo la curva che long corporate e short sovereign..) 45% commodities e natural resources, 10% equity...ma long e short.
Io faccio total return Lucio e lo puoi vedere qui:
http://www.savingsandinvestments.co.nz/kauri_toru_units.htm
e questa e' la mia parte "istituzionale". Faccio altre cose per Family Offices di HNW Neozelandesi...ma non ti sarebbero utili.